mercoledì 29 novembre 2017

Viva la libertà 3

Ancora una clip da "Viva la libertà" di Roberto Andò, con Toni Servillo e Valerio Mastandrea.
Che bel candidato l'onorevole Olivieri: "io uno come lei lo voterei..." dice Mastandrea.
l'unica alleanza possibile è con la coscienza della gente

ma anche
non calpestare la dignità di chi non può difendersi

giovedì 16 novembre 2017

Lo so che l'ho già messa!, ma stasera ci vuole

You can't be forever blessed
Still, tomorrow's going to be another working day
And I'm trying to get some rest
That's all I'm trying to get some rest


per quelli affetti dalla sordità di Nanni Moretti ne "La stanza del figlio", cioè per quelli come me che non sanno l'inglese


Non si può essere sempre baciati dalla fortuna
Però domani sarà un altro giorno di lavoro
E sto solo cercando di riposarmi un po'
questo è tutto, sto solo cercando di riposarmi un po'

(il finale di una grande canzone del grande Paul Simon)

mercoledì 1 novembre 2017

by this river: il dono

Il dono di un padre al figlio, questa commovente scena, con una struggente canzone in sottofondo come regalo al figlio.


Sfruttatissima da me a scuola la battuta del problema ai timpani......
ecco il link del filmato su youtube
by this river


Un film che in alcuni punti mi commuove SEMPRE.


mercoledì 30 agosto 2017

Steve McCurry

In questo blog spesso ho parlato di passione. Una delle mie passioni è stata fin da ragazzo la fotografia: le macchine, quelle meccaniche, degli strumenti meravigliosi, affascinanti; un sogno per un ragazzino come ero io negli anni settanta. Passione coltivata, seguendo e ammirando amici più fortunati, e anche più bravi nei loro raid fotografici, Acquistando e leggendo riviste e libri che parlavano di fotografie, di macchine,  di obiettivi e di pellicole; perché allora tutto veniva fissato sul nastro da 35mm della pellicola fotografica (bianco/nero, colore, diapositive). E la magia dello scatto che diventava carta, l'attesa, che durava giorni, dello sviluppo e della stampa delle tue immagini.

Passione condivisa con gli amici e diversi anni dopo anche con Anna, nostra figlia, che scatta con una digitale, ma che comunque subisce il fascino delle mie due reflex analogiche; peccato che fotografare con il film sia oggi ancora più che un tempo un hobby da ricchi....

Se i miei "autori" preferiti erano i fotografi della "Magnum", Ansel Adams o Don Mc Cullin, Anna segue l'interprete di questi anni, potremmo dire l'erede di Robert Capa e David Seymour, un più recente affiliato alla Magnum; Steve Mc Curry.

Dopo mostre organizzate in città fuori dalla nostra portata, ecco una presentata a Forlì: biglietti prenotati e... Steve arriviamo!

























lunedì 12 giugno 2017

altrove....

Spesso viaggiando in auto mi capita di ascoltare alla radio i bollettini meteo; quasi sempre d'inverno parlano di nebbie, foschie in Val Padana, ma concludono sempre con "tempo soleggiato (e magari "neve sulle piste da sci") altrove".
Altrove è la località che avrei voluto scrivere come destinazione nelle domande di trasferimento i primi anni, di scuola. Altrove è dove avrei voluto andare come commissario esterno agli esami di maturità.
Altrove, come dico talvolta ai miei studenti, altrove è una località in provincia di Trento, con tanto sole, cielo azzurro e, perchè no, in inverno... neve farinosa sulle piste da sci.






mercoledì 7 giugno 2017

Paul Simon

Paul Simon, per quelli della mia età è l'immagine di Dustin Hoffman in "Il laureato", ed ancora quel magnifico album di greatest hits, dove nessun brano è sbagliato (come le pagine dei libri più ispirati dello zio Hem,  nessuna parola sbagliata, ma tutto lavorato, cesellato, riguardato, limato), ecco una prima canzone, American tune
qui il testo, 
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=51673&lang=it
Many's the time I've been mistaken
And many times confused
Yes, and often felt forsaken
And certainly misused
But I'm all right, I'm all right
I'm just weary to my bones
Still, you don’t expect to be
Bright and bon vivant
So far away from home, so far away from home

And I don't know a soul who's not been battered
I don't have a friend who feels at ease
I don't know a dream that's not been shattered
or driven to its knees
But it's all right, it's all right
We've lived so well so long
Still, when I think of the road
we're traveling on
I wonder what went wrong
I can't help it,
I wonder what went wrong

And I dreamed I was dying
And I dreamed that my soul rose
unexpectedly
And looking back down at me
Smiled reassuringly
And I dreamed I was flying
And high above my eyes could clearly see
The Statue of Liberty
Sailing away to sea
And I dreamed I was flying

We come on the ship they call the Mayflower
We come on the ship that sailed the moon
We come in the ages most uncertain hour
and sing an American tune
But it's all right, it's all right
You can't be forever blessed
Still, tomorrow's going to be another working day
And I'm trying to get some rest
That's all I'm trying to get some rest

 e la traduzione di Lorenzo Masetti
CANZONE AMERICANA

Molte sono le volte che mi sono sbagliato
E molte volte mi sono ritrovato disorientato
Sì, e spesso mi sono sentito abbandonato
e sicuramente maltrattato
Ma va tutto bene, tutto bene
Sono solo stanco fin nelle ossa
Tuttavia, non ti aspetti di essere
brillante e bon vivant
Così lontano da casa, così lontano da casa

E non conosco un'anima che non sia stata colpita
Non ho un amico che si senta a suo agio
Non conosco un sogno che non sia stato infranto
oppure messo in ginocchio
Ma va tutto bene, tutto bene
Abbiamo vissuto così bene così a lungo
Certo, quando penso alla strada
che stiamo percorrendo
Mi domando cos'è andato storto
Non posso farne a meno
mi domando cos'è andato storto

E ho sognato di morire
E ho sognato che la mia anima si sollevasse
inaspettatamente
E guardando in basso verso di me
sorridesse rassicurante
E ho sognato di volare
E da lassù in alto potevo vedere chiaramente
la Statua della Libertà
che navigava via sul mare
E ho sognato di volare

Veniamo sulla nave che chiamano Mayflower
Veniamo sulla nave che salpò per la Luna
Arriviamo nei momenti più incerti
e cantiamo una melodia americana
Ma va tutto bene, tutto bene
Non si può essere sempre baciati dalla fortuna
Però domani sarà un altro giorno di lavoro
E sto solo cercando di riposarmi un po'
questo è tutto, sto solo cercando di riposarmi un po'

e qui una STUPENDA versione live
https://www.youtube.com/watch?v=pHZ72yHQ0K8

sabato 20 maggio 2017

Terremoto 4 - "Nessuno venga abbandonato a se stesso"

Leonardo, Gloria, i loro figli Eleonora e Niccolò: una famiglia; una famiglia la cui storia è cambiata il 20 maggio 2012.
Gloria una persona straordinaria, lascio parlare lei

https://www.youtube.com/watch?v=SajsGpmtpB4

https://www.youtube.com/watch?v=lMtzj5toQ5U

Terremoto 3 - "7"

Tarik Naouch (29 anni) 
Nicola Cavicchi (35 anni)
Leonardo Ansaloni (50 anni)
Gerardo Cesaro (54 anni)
Gabi Ehsemann (39 anni) 
Nerina Balboni (103 anni) 
Anna Abeti (86 anni)

Perché tutto questo? “Io non so rispondere e mi affido alle parole che il Papa pronunciò a una bambina in aprile. Disse “cara Elena, nemmeno io so la risposta a questa domanda, ma sappiamo che anche Gesù innocente ha sofferto tanto; è certo che Dio è dalla nostra parte e che un giorno capiremo che non abbiamo sofferto invano”.
                       Don Marcello Vincenzi, parroco di Bondeno, ai funerali di Leonardo Ansaloni.

Terremoto 2 - 20 maggio 2012

Da sempre si diceva della mia terra: "non è zona sismica", "non sono possibili forti terremoti". E allora... E allora il 20 maggio 2012 quando Emanuele, il nostro primogenito, venne all'una e un quarto in camera nostra a dirci: "avete sentito, un terremoto come quello dello scorso anno, quando eravate in Val di Fassa ed io qui a casa", lo rassicurammo e lo mandammo a letto. E invece.... difficile scriverlo, anche se lo abbiamo (tutti) ben presente, anche se lo abbiamo raccontato decine e decine di volte: a metà della notte, il rumore del letto e dei mobili che si muovono, delle vetrine e del loro contenuto che finisce a terra, le urla di paura, il chiamarsi (noi i figli e loro noi), il buio; anche la lucida consapevolezza che entro pochi secondi saremmo finiti nel negozio sottostante con il letto e tutto il resto. Poi i ragazzi con quei, per una volta "benedetti cellulari" a illuminare le stanze, le scale, siamo fuori.
Subito di corsa, mia moglie ed io dalle rispettive mamme, che vivono sole; Angela prende l'auto e corre in piazza, io faccio di corsa cento metri e sono da mia mamma. Angela chiama sua madre dalla piazza, Giuliana scende, pezzi di intonaco fra i capelli, esce da una casa dove non rientrerà più. Io arrivo in cortile da Edda e mi trovo una "lapide" di cemento per terra, solo successivamente comprendo che è la lastra di uno dei camini (alla luce del mattino vedremo poi che l'altra "lastra" era al suo posto, ma ruotata di 90°.
 

 Spostiamo le auto nei parcheggi davanti a casa; quando rileggo le cronache di quei giorni, rivivo tutte le scosse.  Le saracinesche dei negozi a piano terra diventano un rudimentale sismografo e cominciano a tremare e a "ballare" ad ogni scossa (dalle 4.04 alle 5.02 dodici scosse tutte sopra i 4.0 e due ai 5.0).

Verso le 6-6.30 i ragazzi in auto, fra autoradio e pc con il wifi, imparano la zona dell'epicentro: Finale Emilia, Bondeno. Noi.

E' domenica, giorno del Signore. Domenica di Cresima. La vita si ferma, purtroppo per qualcuno non è solo un modo di dire.



Terremoto 1 - "5 anni dopo"

Non è il titolo di una canzone di Francesco Guccini (solo "due" anni dopo), ma l'anniversario del terremoto in Emilia: 
20 maggio una scossa di magnitudo 5,9 alle 4.04 del mattino, con epicentro Finale Emilia: 7 morti, 50 feriti
29 maggio, alle 9 del mattino il terremoto colpisce violentemente Medolla, Cavezzo e Mirandola; 5,8 di magnitudo, 20 vittime e 350 feriti.
Due date, due "ore", che rimangono impresse nelle persone che hanno vissuto quei momenti, ma anche e soprattutto un periodo lungo più di un mese di "convivenza" con continue scosse.

Ecco il link che riproduce lo sciame sismico in Emilia dal 20 maggio al 30 giugno 2012

giovedì 13 aprile 2017

500 anni Orlando furioso

Ancora un evento culturale al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, per ricordare i cinquecento anni della prima stampa de "L'Orlando furioso" di Ludovico Ariosto. Curatori della mostra Guido Beltramini e Adolfo Tura. Un grande successo di pubblico al punto di prolungare di tre settimane il periodo di apertura della mostra.
Qui di seguito alcune foto che ho scattato durante la nostra visita.
Bartolomeo Veneto, Ritratto di gentiluomo,
c. 1510-15, Olio su tela. Cambridge, The Fitzwilliam Museum


La battaglia di Roncisvalle,
c. 1450-75, Arazzo. Londra, Victoria and Albert Museum

Olifanto, detto corno d'Orlando,
fine XI secolo, Avorio. Tolona, Musée Paul.Dupuy

Andrea Mantegna, Minerva caccia i Vizi dal giardino delle Virtù,
1497-1502, Tempera su tela.  
Giorgione, Ritratto di guerriero con scudiero detto "il Gattamelata",
c. 1505-10. Olio su tela. Firenze, Galleria degli Uffizi



Raffaello, Ritratto di Fedra Inghirami,
c. 1516. Olio su tavola. Firenze, Galleria Palatina
Paolo Uccello, S.Giorgio e il drago,
c. 1440. Tempera su tavola. Parigi, Musée Jacquemart André

Maestro dei Cassani Campana, Teseo e il Minotauro,
1510-15

Anonimo portoghese, Carta del Cantino,
1501-02. Manoscritto a inchiostro e tempera su pergamena. Modena, Biblioteca Estense Universitaria

Dosso Dossi, Melissa,
1518. Olio su tela. Roma, Galleria Borghese 
Spada di Francesco I



Particolare della battaglia di Pavia, con la cattura del Re di Francia,
1528-31. Arazzo di manifattura fiamminga su disegno di Bernard Van Orley. Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte

i Diamanti
Inserisco alcuni link dove trovare altre informazioni su "i 500 anni di Ariosto", ma anche sulla mia amata città natale, Ferrara
https://www.unibs.it/sites/default/files/allegati_notizie/ORLANDO%20FURIOSO%20500%20ANNI%20web.pdf
https://www.unibs.it/sites/default/files/allegati_notizie/LA%20FERRARA%20DI%20ARIOSTO.pdf
http://www.palazzodiamanti.it/modules/core/lib/d.php?c=BES36

martedì 4 aprile 2017

Viva la libertà 2

Sempre dal film di Roberto Andò, un'altra scena che ha come protagonista Giovanni Ernani, ma soprattutto ancora una poesia di Bertolt Brecht:

Nei tempi oscuri
Non si dirà: quando il noce si scuoteva nel vento
ma: quando l'imbianchino calpestava i lavoratori.
Non si dirà: quando il bambino faceva saltare il ciottolo piatto sulla rapida del fiume
ma: quando si preparavano le grandi guerre.
Non si dirà: quando la donna entrò nella stanza
ma: quando le grandi potenze si allearono contro i lavoratori.
Tuttavia non si dirà: i tempi erano oscuri
ma: perché i loro poeti hanno taciuto?


domenica 26 marzo 2017

felicemente

per tutti quelli che sono morti come sono vissuti
felicemente felicemente felicemente e al di sopra dei loro "mezzi"
felicemente felicemente felicemente e al di sopra dei loro "mezzi"

sabato 25 marzo 2017

la terra, l'emilia, la luna

Sulle note e le parole di Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica), questo bellissimo filmato di Umberto Guerra, che ripropone luoghi a me molto cari e... conosciuti
https://www.youtube.com/watch?v=6HtBkJwoTrE

giovedì 23 febbraio 2017

Viva la libertà

Per molti ferraresi, di città o di provincia, l'estate è anche il cinema all'aperto. Al Parco Pareschi, o nel periodo immediatamente successivo alla scossa di terremoto del 29 maggio, nello spazio verde del Palazzo dei Diamanti, viene rinnovata nei mesi estivi la magia dell'arena.
Il cinema all'aperto, mi riporta alla mia adolescenza, al mese di luglio trascorso con mamma e papà sulla riviera di Rimini: passeggiate, nuoto, Tour de France e partite di pallavolo sulla spiaggia (il beach-volley non era ancora nato); ed ogni tanto la sera cinema... all'arena.
Fra i tanti bei film, e qualche "mattone", visto all'Arena a Ferrara ricordo e rivedo spesso con piacere "Viva la libertà" di Roberto Andò. Il film è tratto dal libro "Il trono vuoto" dello stesso Andò e si avvale di uno strepitoso Toni Servillo, attore protagonista, e delle belle musiche di Marco Betta.
E poi questo film mi ha fatto scoprire alcune poesie di Brecht, in cui mi sono ritrovato, ecco la prima:




qui il link per il testo della poesia: "A chi esita" 



martedì 21 febbraio 2017

Don Claudio

1989... Il mio secondo anno di ruolo nella scuola, arrivo a Mirandola, al Luosi, un istituto tecnico commerciale che sarà la "mia" scuola per ventitré anni. Durante i collegi docenti preparo gli esercizi...per l'allenamento della squadra di pallavolo, la giovanile dell'AVIS Bondeno. Il preside passa e finge di non vedere, ma l'insegnante di religione invece si interessa ai miei appunti. Don Claudio, per il mio collega di educazione fisica, Gianfranco (un toscanaccio), Don Ciccio, parroco a Quarantoli in una splendida pieve. Ispira simpatia e fiducia a prima vista. Tante le passioni che ci accomunano: la fede in Gesù, l'Inter e... la pallavolo. Don Claudio, da ragazzo il solo in Seminario ad appassionarsi alla pallavolo.
1989... la nazionale maschile di pallavolo vince per la prima volta un titolo internazionale, gli Europei, grazie a Julio Velasco, un allenatore argentino trasferitosi in Italia, Ed ecco la proposta di Don Claudio: una squadra di ragazze dei tre paesi della bassa modenese dove lui opera con un nome "sopra le parti": Eurovolley. Mi trovo così, dopo aver lasciato l'AVIS, a ripartire (ricominciare). Meno risorse, la palestra è un ambiente dove il sabato sera si gioca a tombola. Ma quanto entusiasmo, quante persone, ragazze, famiglie che hanno riempito quell'esperienza; le porto ancora tutte dentro me. Quei pomeriggi con Don Claudio, a scoprire pian piano la ricchezza di quell'anima bella: fondatore dell'Universal Volley Carpi una squadra femminile di A2, amico di Liliana Cavani, assistente spirituale dell' Agesci, postulatore della causa di beatificazione di Odoardo Focherini, "giusto delle nazioni".
Del "Don" hanno detto "un uomo vero, dal temperamento forte e sanguigno e col cuore grande". Quando sedeva in panchina con me si svestiva dell'abito da prete e indossava quello del tifoso. Partiti dalla Terza Divisione nel tempio della pallavolo, la provincia di Modena (dove anche i maschi giocano a pallavolo!), arrivammo ai playoff, nonostante l'infortunio nella prima partita della nostra capitana, e fu promozione. Ma il successivo campionato perdemmo, ancora prima di giocare, il nostro più grande tifoso: il "cuore grande" di Don Claudio aveva cominciato a perdere qualche colpo ed il medico gli aveva ordinato di diminuire i suoi impegni, in primis le partite delle ragazze. Mi ricordo la partenza per la prima partita a Bomporto, senza il Don, che non riusciva a nascondere le lacrime.
Poi finì anche l'esperienza con l' Eurovolley e pure quella del Luosi, ci perdemmo di vista.
Fu proprio Daniela, la collega che mi aveva sostituito a Mirandola, una brava insegnante ed allenatrice di pallavolo, una vicina di casa del Don, che mi telefonò una mattina di marzo mentre insegnavo in palestra a dirmi che Don Claudio era tornato alla Casa del Padre. Non riuscii a trattenere le lacrime.

martedì 14 febbraio 2017

Lo zio Adriano


Fra i tanti zii, lo zio Adriano era lo zio "giovane", quello che i vari nipoti sentivano più "vicino", più capace di dare confidenza. Di professione veterinario, ma in paese tanti lo ricordano come la persona che ha portato l'hockey su prato a Bondeno. L'hockey, difficile scriverlo bene, era iniziato con lo zio nel 1963. Aveva radunato attorno a sé un gruppo di ragazzi di tredici-quattordici anni con i quali contendeva il campo comunale alla Bondenese calcio, iniziando un cammino che li avrebbe portati ad affrontare squadre in tutta Italia. Col tempo la società dell'Hockey Bondeno è diventata una grande famiglia dove i "vecchi" man mano passavano dal campo ai posti da dirigenti per fare giocare i più giovani; un lungo cammino che, con il contributo di tanti, si è concluso nel 2006 con la promozione in Serie A1!
I miei ricordi personali di bambino sono quelli delle domeniche in cui l' "Hockey Bondeno" giocava "in casa"; la zia Lidia, la moglie di Adriano, che preparava il tè da distribuire ai giocatori, lo zio che caricava Tino, mio cugino, e me, il borsone con i bastoni sulla Wolskwagen e via verso il campo.
Anche lo zio Renzo stava in panchina, e condivideva con Adriano, domenica dopo domenica, la sofferenza di dover giocare contro le squadre delle grandi città, protette dagli arbitri. Così quando gli zii, ed i ragazzi in campo,  esaurivano la pazienza e si lamentavano con gli arbitri, puntualmente arrivava il bollettino della Federazione con i provvedimenti disciplinari...
 In piedi a sx lo zio Renzo, nel gruppo lo zio Adriano


Lo zio Adriano e "Ago" Bindi, figlio di Renzo. Campo dell'Hockey Villafranca VR
Vittoria per 1 a 0 con gol di Agostino


Una volta in pensione lo zio aveva iniziato a scrivere dei suoi ricordi di studente a Bologna, della guerra e chiaramente degli anni con i ragazzi dell'hockey. Mi aveva chiesto di trascrivere, i primi anni con la macchina da scrivere e poi con il computer, questi suoi lavori. E così ho cominciato a scoprire storie e aneddoti a me sconosciuti, Tanti i racconti, le zirudele, gli stelloncini, le raccolte di ricette della nostra tradizione ed anche un dizionario bondenese-italiano sono usciti dalla penna dello zio Adriano. Sono entrati a far parte di quel tesoro di ricordi della mia infanzia e gioventù che tramite questo blog cerco di salvare.


 Zio Adri e la "zanetta", in fondo un bastone da hockey rovesciato 


Zio Adriano e i "picci"


Un grazie ad Agostino Bindi "Ago" per le foto dell'Hockey 63