sabato 20 maggio 2017

Terremoto 4 - "Nessuno venga abbandonato a se stesso"

Leonardo, Gloria, i loro figli Eleonora e Niccolò: una famiglia; una famiglia la cui storia è cambiata il 20 maggio 2012.
Gloria una persona straordinaria, lascio parlare lei

https://www.youtube.com/watch?v=SajsGpmtpB4

https://www.youtube.com/watch?v=lMtzj5toQ5U

Terremoto 3 - "7"

Tarik Naouch (29 anni) 
Nicola Cavicchi (35 anni)
Leonardo Ansaloni (50 anni)
Gerardo Cesaro (54 anni)
Gabi Ehsemann (39 anni) 
Nerina Balboni (103 anni) 
Anna Abeti (86 anni)

Perché tutto questo? “Io non so rispondere e mi affido alle parole che il Papa pronunciò a una bambina in aprile. Disse “cara Elena, nemmeno io so la risposta a questa domanda, ma sappiamo che anche Gesù innocente ha sofferto tanto; è certo che Dio è dalla nostra parte e che un giorno capiremo che non abbiamo sofferto invano”.
                       Don Marcello Vincenzi, parroco di Bondeno, ai funerali di Leonardo Ansaloni.

Terremoto 2 - 20 maggio 2012

Da sempre si diceva della mia terra: "non è zona sismica", "non sono possibili forti terremoti". E allora... E allora il 20 maggio 2012 quando Emanuele, il nostro primogenito, venne all'una e un quarto in camera nostra a dirci: "avete sentito, un terremoto come quello dello scorso anno, quando eravate in Val di Fassa ed io qui a casa", lo rassicurammo e lo mandammo a letto. E invece.... difficile scriverlo, anche se lo abbiamo (tutti) ben presente, anche se lo abbiamo raccontato decine e decine di volte: a metà della notte, il rumore del letto e dei mobili che si muovono, delle vetrine e del loro contenuto che finisce a terra, le urla di paura, il chiamarsi (noi i figli e loro noi), il buio; anche la lucida consapevolezza che entro pochi secondi saremmo finiti nel negozio sottostante con il letto e tutto il resto. Poi i ragazzi con quei, per una volta "benedetti cellulari" a illuminare le stanze, le scale, siamo fuori.
Subito di corsa, mia moglie ed io dalle rispettive mamme, che vivono sole; Angela prende l'auto e corre in piazza, io faccio di corsa cento metri e sono da mia mamma. Angela chiama sua madre dalla piazza, Giuliana scende, pezzi di intonaco fra i capelli, esce da una casa dove non rientrerà più. Io arrivo in cortile da Edda e mi trovo una "lapide" di cemento per terra, solo successivamente comprendo che è la lastra di uno dei camini (alla luce del mattino vedremo poi che l'altra "lastra" era al suo posto, ma ruotata di 90°.
 

 Spostiamo le auto nei parcheggi davanti a casa; quando rileggo le cronache di quei giorni, rivivo tutte le scosse.  Le saracinesche dei negozi a piano terra diventano un rudimentale sismografo e cominciano a tremare e a "ballare" ad ogni scossa (dalle 4.04 alle 5.02 dodici scosse tutte sopra i 4.0 e due ai 5.0).

Verso le 6-6.30 i ragazzi in auto, fra autoradio e pc con il wifi, imparano la zona dell'epicentro: Finale Emilia, Bondeno. Noi.

E' domenica, giorno del Signore. Domenica di Cresima. La vita si ferma, purtroppo per qualcuno non è solo un modo di dire.



Terremoto 1 - "5 anni dopo"

Non è il titolo di una canzone di Francesco Guccini (solo "due" anni dopo), ma l'anniversario del terremoto in Emilia: 
20 maggio una scossa di magnitudo 5,9 alle 4.04 del mattino, con epicentro Finale Emilia: 7 morti, 50 feriti
29 maggio, alle 9 del mattino il terremoto colpisce violentemente Medolla, Cavezzo e Mirandola; 5,8 di magnitudo, 20 vittime e 350 feriti.
Due date, due "ore", che rimangono impresse nelle persone che hanno vissuto quei momenti, ma anche e soprattutto un periodo lungo più di un mese di "convivenza" con continue scosse.

Ecco il link che riproduce lo sciame sismico in Emilia dal 20 maggio al 30 giugno 2012